Apr 232018
 

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Il Forum sul diritto al cibo chiude la settimana italiana lanciata da Altragricoltura e LiberiAgricoltori in occasione della giornata mondiale di lotta contadina indetta da Via Campesina.

Tutti i materiali, documenti e approfondimenti alla pagina dedicata del portale di Altragricoltura http://altragricoltura.net/17-aprile

Il Forum collega in una trasmissione in diretta streaming alle ore 15 del 24 aprile 2018 condotta da Fabio Sebastiani.

Dalla pagina della diretta (vedi sotto questo post) si può intervenire commentando in chat durante la trasmissione. I messaggi saranno letti durante l’iniziativa.

Gianni Fabbris (in studio) commenta gli interventi di
Gianni Cavinato (Milano; Presidente ACU – Associazione Consumatori Utenti)
Giuseppe Mangone (Catanzaro; Presidente LiberiAgricoltori Calabria)
Lino Martone (Caserta; Presidente Sindacato Allevatori Bufalini Altragricoltura)
Giacinto Derosario (Crotone; cuoco alimurgico, responsabile campagna per il diritto al cibo  di Altragricoltura)
Alfio Furnari (Catania; Presidente AIAB Sicilia – Associazione Italiana Agricoltura Biologica)
Yvan Sagnet (Roma; Presidente Associazione NOCAP)

La trasmissione sarà riascoltabile in podcast su queste pagine

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COLLEGATI DA QUESTO PER LA DIRETTA
PER ASCOLTARE E COMMENTARE LA TRASMISSIONE
https://www.spreaker.com/user/radio-perlaterra
 Posted by at 5:42 am

  2 Responses to “Il cibo non è una merce. Forum online su Radio Perlaterra”

  1. Sono riuscita a collegarmi solo ora e non vorrei ripetere cose già dette, ma ci tengo a dare la mia testimonianza relativamente al discorso dell’accesso al cibo e alla sua produzione. faccio alcuni esempi. Mi trovavo in Iraq come inviata di alcuni importanti periodici italiani durante l’embargo avviato per mettere in crisi Saddam Hussain. La preoccupazione di amici e anche colleghi rimasti in Italia era che io riuscissi a trovare cibo per nutrirmi. In realtà i mercati erano pieni di cibo, verdure, pesce, carne. C’era proprio tutto. Ma i bambini morivano di fame o si ammalavano perché malnutriti. Il problema era che la gente non si poteva permettere di comprare il cibo. Non c’era più lavoro e così sia gli alimenti che le medicine non erano accessibili alla gente comune. La stessa situazione si ripete ovunque, dall’Italia, all’Afghanistan, all’Africa. Non è il cibo che manca, ma mancano i soldi per comprarlo, soprattutto quello di qualità. A fronte di questa realtà ne viene spacciata un’altra per giustificare la sovra produzione e l’utilizzo di sostanze chimiche per aumentare la quantità rispetto alla qualità. Viene presentata come una necessità per sfamare il mondo, mentre la verità è un’altra. Si vogliono sollevare i sensi di colpa per chi richiede prodotti privi di sostanze chimiche in nome della fame del mondo. Ma queste sostanze che ci ritroviamo nei cibi che compriamo al supermercato sono in realtà la ragione stessa dell’impoverimento della gente. Una volta anche a Milano si andava nella latteria che preparava per studenti e lavoratori un paio di piatti del giorno che si pagavano niente. Cibi di qualità, cucinati al momento. Ora queste latterie sono diventati presidi slow food e per una zuppa si possono pagare anche quindici euro. Lo stesso discorso vale per le primizie che venivano da lontano, un tempo vendute a caro prezzo. Ora è il cibo a chilometro zero quello che costa di più. Credo che non ci dobbiamo più far fregare dal marketing e da chi fa del mangiare sano e bene una prerogativa di chi può permetterselo. Agricoltori e consumatori devono riprendersi in mano la filiera alimentare. Tutti devono reclamare il diritto di poter vivere con il proprio lavoro nei campi e anche di mangiare sano. Inoltre si deve anche tutelare l’ambiente riducendo gli sprechi. Circa il 40% dei cibo prodotto viene gettato nella spazzatura. Per produrlo inoltre si sono consumate acqua, terreno, si è inquinato con i camion per trasportarlo. E’ necessaria un’informazione e un’educazione diversa che uccida una volta per tutti la convinzioone che gli interessi degli agicoltori e quelli dei consumatori siano divergenti.

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